Feature Archives - 51·çÁ÷News Center Italy /italy/type/feature/ Notizie e informazioni su SAP Fri, 20 Mar 2026 13:34:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Il software sta entrando nella sua era più potente /italy/2026/03/il-software-sta-entrando-nella-sua-era-piu-potente/ Fri, 20 Mar 2026 13:34:28 +0000 /italy/?p=140443 La recente ondata di vendite dei titoli SaaS interpreta in modo errato la reale portata della disruption. Rivela perché il software enterprise è oggi più...

The post Il software sta entrando nella sua era più potente appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
La recente ondata di vendite dei titoli SaaS interpreta in modo errato la reale portata della disruption. Rivela perché il software enterprise è oggi più essenziale che mai.

L’intelligenza artificiale è il cambiamento tecnologico più significativo dai tempi di Internet e l’evento più trasformativo mai accaduto al software aziendale. Non perché l’AI lo minacci, ma perché l’AI ha bisogno del software aziendale. I progressi nel ragionamento, nella generazione di codice e negli agenti autonomi sono veri e rimodelleranno ogni settore.

Lo vedo in prima persona. L’AI sta generando incrementi di efficienza a doppia cifra nelle nostre stesse operazioni. In oltre due terzi dei nostri contratti cloud del quarto trimestre, i clienti hanno scelto di includere funzionalità AI. I produttori utilizzano agenti AI per automatizzare i processi di quotazione, riducendo drasticamente i tempi di risposta. I team di consulenza stanno recuperando un quarto della loro settimana lavorativa da dedicare ad attività di maggior valore. Non è hype: sta accadendo, su scala enterprise.

Ogni grande cambio di piattaforma segue uno schema. All’inizio, il valore si concentra nei livelli più bassi dello stack: capacità di calcolo, modelli, infrastruttura. Le “pale†durante la corsa all’oro. Con il tempo, però, il valore duraturo migra verso il livello applicativo, dove la tecnologia si traduce in risultati concreti. Internet lo ha dimostrato chiaramente. Il cloud computing lo ha confermato. Con l’AI non sarà diverso. Il software non sta arrivando alla fine della corsa – ha appena iniziato. In altre parole: il software sta diventando il superpotere dell’AI.

Dove risiede il vero valore

In tutti i settori, le imprese stanno investendo miliardi nell’AI, spinte da reali progressi in funzionalità e produttività. Eppure, molte faticano a trasformare gli esperimenti in risultati misurabili e scalabili in tutta l’organizzazione. Le cause sono note: ecosistemi di dati frammentati, processi in silos, governance incoerente e AI “appiccicata†a sistemi legacy obsoleti.

Indipendentemente dal settore o dalle dimensioni, ogni cliente con cui parlo vuole una sola cosa: un’AI che comprenda profondamente il proprio business, in modo sicuro e affidabile. Ciò richiede applicazioni integrate, dati armonizzati e controlli chiari. Senza questi elementi, l’AI opera nel vuoto, scollegata dalla realtà dell’azienda.

Se non comprende come la funzione finance si collega agli acquisti, come la supply chain interagisce con la produzione, quali regole di compliance governano una transazione o come gestire le eccezioni, l’AI non può gestire un’organizzazione in modo affidabile. Il più piccolo errore – l’utilizzo di dati non aggiornati, incompleti o sbagliati – può scatenare a cascata decisioni sbagliate, transazioni errate e perdite significative prima che qualcuno se ne accorga. Lungi dall’eliminare il software, l’AI mette in evidenza l’indispensabilità dei sistemi che coordinano il lavoro su larga scala.

L’AI per il business ha successo quando agenti e governance si incontrano

Creare un agente è sempre più semplice, ma è solo la punta dell’iceberg. Implementarlo lungo supply chain end-to-end o nei processi di chiusura finanziaria, con piena conformità e tracciabilità, è dove si concentra la maggior parte dello sforzo. Orchestrazione, applicazione delle policy e determinismo dei workflow sono i custodi della fiducia. Più agenti autonomi vengono distribuiti, più diventano preziosi i sistemi governati che li governano e li supervisionano, ed è qui che le piattaforme che già gestiscono le operazioni di business più importanti del mondo mostrano tutto il loro valore.

Di cosa hanno bisogno gli agenti per operare su larga scala

Per generare risultati tangibili e affidabili, gli agenti hanno bisogno di tre elementi.
Primo, una profonda conoscenza di dominio e di settore codificata nei sistemi, affinché comprendano contesto, relazioni e processi end-to-end.
Secondo, dati accurati e ricchi semanticamente, che costituiscano una fonte di verità affidabile.
Terzo, governance a livello aziendale: regole di validazione, controlli di conformità, flussi di approvazione, gestione delle identità e tracciamento delle attività per mantenere l’autonomia in sicurezza.

Sono questi gli elementi che distinguono l’AI in grado di gestire davvero e in modo affidabile un’azienda da quella che colpisce solo in una demo.

Cosa cambia e cosa rimane vero

L’AI rende il software più veloce ed economico da sviluppare. I modelli linguistici diventeranno una commodity. I modelli di business evolveranno, man mano che i pattern di utilizzo si sposteranno dagli utenti agli agenti. Emergeranno interfacce completamente nuove. Gli utenti dialogheranno sempre più con l’AI invece di navigare applicazioni, e i front-end saranno generati dinamicamente in tempo reale.

Ma il bisogno di sistemi governati e costantemente aggiornati non farà che crescere. L’AI alza l’asticella per aggiornamenti sicuri, miglioramenti basati sulla telemetria e controlli condivisi, tutti punti di forza del SaaS maturo. Gli agenti AI non sostituiscono il software enterprise. Vi fanno affidamento.

I vincitori non saranno quelli che possiedono modelli di base leggermente migliori. Saranno coloro che sapranno fornire valore a livello applicativo: risultati basati su profonda competenza di dominio, integrati tra funzioni e governati per la scalabilità.

Il software sta diventando il sistema operativo dell’autonomia affidabile. Le aziende che lo capiranno integreranno l’AI nei sistemi che gestiscono l’economia mondiale. Le altre continueranno a fare esperimenti, generare prototipi e chiedersi perché i risultati non siano all’altezza dell’hype.

Lunga vita al software.

The post Il software sta entrando nella sua era più potente appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Orchestrare la trasformazione continua per risultati di business più solidi /italy/2026/03/orchestrare-la-trasformazione-continua-per-risultati-di-business-piu-solidi/ Tue, 17 Mar 2026 13:10:38 +0000 /italy/?p=140440 La trasformazione aziendale non è più definita da obiettivi puntuali, ma da un percorso di progresso continuo. La vera sfida è tradurre la promessa dell’innovazione...

The post Orchestrare la trasformazione continua per risultati di business più solidi appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
La trasformazione aziendale non è più definita da obiettivi puntuali, ma da un percorso di progresso continuo. La vera sfida è tradurre la promessa dell’innovazione in risultati concreti, passando dalle priorità del consiglio di amministrazione all’impatto operativo sul business.

In tutti i settori, i clienti chiedono un orientamento semplice, prevedibile, e costante, capace di collegare chiaramente le iniziative di trasformazione ai risultati di business.

Il nostro portafoglio di servizi e supporto, sostenuto da una solida toolchain e da un team di esperti, nasce proprio per questo: aiutare le organizzazioni a definire un percorso più chiaro per adottare le innovazioni SAP, rafforzare le operazioni e trasformarsi con fiducia in un contesto in rapida evoluzione.

Abilitare una creazione di valore più rapida attraverso la trasformazione continua

Tutte le imprese stanno cercando di tenere il passo. I cicli tecnologici si muovono velocemente, le aspettative crescono e l’adozione dell’AI richiede priorità chiare e un’esecuzione coordinata, sempre allineata al valore di business. Le aziende cercano una guida costante, risultati misurabili e un partner che le supporti in ogni fase del loro percorso di trasformazione.

In 51·çÁ÷comprendiamo questa esigenza. I clienti chiedono trasparenza sulle modalità di supporto, ritorni prevedibili sugli investimenti e un modo più semplice per integrare l’innovazione nei propri sistemi, soprattutto ora che l’intelligenza artificiale sta diventando una capacità operativa fondamentale, integrata nei processi.

E’ in questo scenario che il lancio del rinnovato portafoglio 51·çÁ÷Services and Support assume un ruolo cruciale. Il nuovo modello offre maggiore chiarezza su come i clienti possono collaborare con 51·çÁ÷e propone un’esperienza coerente pensata per sostenere una trasformazione continua, non un intervento isolato.

Con il nuovo portafoglio, offriamo ai clienti un percorso più strutturato per adottare l’innovazione, applicare l’AI in modo responsabile e gestire i propri sistemi con maggiore sicurezza.

Tre piani di successo progettati per un impatto concreto sul business

Il portafoglio rinnovato introduce tre success plan che incontrano i clienti nel loro punto di partenza. Ogni piano si basa sul precedente e offre un modello flessibile che cresce insieme alle esigenze dell’organizzazione. E’ inoltre possibile combinare diversi piani all’interno del proprio ambiente, ad esempio, scegliendo l’Advanced Success Plan per l’ambiente 51·çÁ÷SuccessFactors e il Max Success Plan per supportare le strategie di AI, dati e analytics.

Foundational Success Plan

Incluso in ogni soluzione cloud SAP, questo piano aiuta i clienti a gestire le soluzioni in modo efficiente e garantire la continuità operativa. Supporta la creazione continua di valore attraverso contenuti selezionati, percorsi formativi strutturati, funzionalità di gestione del ciclo di vita delle applicazioni e supporto preventivo per sistemi mission-critical. Si basa sull’offerta 51·çÁ÷Enterprise Support ed è arricchito con funzionalità avanzate di operations tecniche per il cloud e l’onboarding.

Advanced Success Plan

Questo piano rafforza i team con competenze specialistiche. Le organizzazioni ricevono una guida proattiva per identificare i rischi in anticipo, accelerare l’innovazione, adottare più rapidamente nuove funzionalità e ottimizzare i processi. Insight basati sull’AI favoriscono decisioni informate, mentre sessioni di attivazione dedicate aiutano a perfezionare l’utilizzo delle funzionalità disponibili.

Max Success Plan

Rappresenta il livello più strategico di coinvolgimento da parte di SAP. Include tutti gli elementi dell’Advanced Success Plan e aggiunge success plan manager dedicati, iniziative di miglioramento dei processi cross-solution e adozione personalizzata di use case di AI. È progettato per aziende che affrontano trasformazioni complesse o che stanno estendendo l’uso di 51·çÁ÷Business AI.

Accelerare i risultati attraverso semplicità e collaborazione

Il portafoglio aggiornato si basa su un principio chiave: aiutare i clienti a generare valore più rapidamente e con maggiore certezza. Questo significa ridurre la complessità, migliorare le modalità di guida e rafforzare la collaborazione tra 51·çÁ÷e ogni cliente. Significa anche supportare le aziende nell’adozione dell’innovazione, inclusa 51·çÁ÷Business AI, al ritmo coerente con le esigenze del business.

Oltre ai success plan, i clienti possono ampliare la propria esperienza con servizi professionali semplificati, servizi di sviluppo e offerte di application management. Questi elementi forniscono competenze aggiuntive per esigenze specifiche, sviluppo di soluzioni su misura e maggiore resilienza operativa nel lungo periodo. Tutte le offerte valorizzano la profonda conoscenza dei prodotti 51·çÁ÷e le sue competenze di settore.

Il nuovo portafoglio allinea le aspettative dei clienti a un modello di ingaggio moderno, supportato da strumenti intelligenti e competenze umane. Fornisce la struttura necessaria per guidare le organizzazioni nei momenti di incertezza, mantenendo la trasformazione allineata alla strategia e focalizzata su risultati misurabili.

 

Thomas Pfiester è responsabile Customer Engagement and Adoption e membro dell’Extended Board di 51·çÁ÷SE.

The post Orchestrare la trasformazione continua per risultati di business più solidi appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Come i CFO stanno ridefinendo la leadership in un mondo volatile e guidato dall’intelligenza artificiale /italy/2026/03/come-i-cfo-stanno-ridefinendo-la-leadership-in-un-mondo-volatile-e-guidato-dallintelligenza-artificiale/ Thu, 05 Mar 2026 16:40:57 +0000 /italy/?p=140430 In un’economia globale caratterizzata da frammentazione geopolitica, tensioni macroeconomiche e rapida ascesa dell’intelligenza artificiale, il ruolo del direttore finanziario (CFO) non ha mai giocato un...

The post Come i CFO stanno ridefinendo la leadership in un mondo volatile e guidato dall’intelligenza artificiale appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
In un’economia globale caratterizzata da frammentazione geopolitica, tensioni macroeconomiche e rapida ascesa dell’intelligenza artificiale, il ruolo del direttore finanziario (CFO) non ha mai giocato un ruolo così importante nell’indirizzare la strategia di un’organizzazione.

Il recente report di Economist Impact, ““, promosso da 51·çÁ÷e basato sul contributo di 480 CFO a livello globale, racconta questa trasformazione: da custodi dell’accuratezza finanziaria ad architetti della resilienza, dell’innovazione digitale e del valore di lungo periodo. Il report evidenzia l’ampliamento delle responsabilità di questa funzione, l’aumento della pressione sui rischi e l’urgente necessità di adottare l’intelligenza artificiale con rapidità e rigore.

Per gestire efficacemente la volatilità, l’attuale agenda dei CFO richiede agilità operativa, automazione intelligente e un approccio ripensato allo sviluppo della forza lavoro. Ecco come si stanno adattando responsabili finanziari più illuminati.

Un mandato in espansione

Sono finiti i giorni in cui i CFO si concentravano sulla pianificazione finanziaria e sulla rendicontazione. Il perimetro della funzione finance ora si è esteso in modo significativo. Quasi il 90% dei CFO dichiara un maggiore coinvolgimento nella trasformazione digitale e nella gestione del rischio rispetto a tre anni fa; due terzi contribuiscono attivamente alle strategie di sostenibilità ed ESG.

I CFO sono sempre più protagonisti di decisioni che influenzano clienti, prodotti e talenti. Devono anticipare scenari, mitigare rischi, garantire rispetto della compliance e al tempo stesso preservare la redditività.

I cambiamenti macroeconomici, geopolitici e tecnologici stanno spingendo i CFO a partecipare in modo più approfondito al processo decisionale operativo. Oggi i leader finanziari devono “ricoprire più ruoli†e sviluppare una profonda comprensione dei processi e dei controlli aziendali per guidare efficacemente la trasformazione.

Con l’aumento delle aspettative e la convergenza delle responsabilità, la prossima sfida è chiara: allineare queste priorità con le competenze necessarie per realizzarle.

Gestire l’incertezza con strumenti avanzati

I CFO sono in prima linea nell’affrontare l’incertezza, con una pressione crescente per evitare che i rischi e i costi aumentino a dismisura. Infatti, oltre l’80% dei CFO ha dichiarato di essere ora più coinvolto nella gestione dei rischi e nella conformità.

Non è tanto l’aumento dei costi a preoccupare, quanto l’imprevedibilità: inflazione, regole commerciali  e tassi di interesse variabili rendono più complessa l’allocazione del capitale. Solo il 37% degli intervistati si dice pienamente fiducioso nel conseguire gli obiettivi di liquidità, rispetto al 90% che si dichiara fiducioso rispetto a quelli di fatturato.

In risposta a ciò, i CFO stanno rafforzando ciò che possono controllare. La pianificazione basata sull’intelligenza artificiale agentica consente simulazioni più rapide e sofisticate, i segnali operativi in tempo reale diventano indicatori predittivi di rischio. Cresce anche l’attenzione alla flessibilità, dall’aggiornamento dei sistemi produttivi alla rinegoziazione dei contratti di fornitura.

Il mandato è chiaro: costruire organizzazioni in grado di assorbire gli shock, reagire tempestivamente e mantenere la direzione strategica anche nell’instabilità.

AI: opportunità e responsabilità

La trasformazione digitale, guidata dall’AI e dagli agenti AI, è diventata una responsabilità chiave del ruolo del CFO, con quasi nove su dieci che segnalano un maggiore coinvolgimento. L’AI generativa, ad esempio, offre un potenziale rilevante nella compliance: può analizzare normative complesse, monitorare aggiornamenti regolatori e automatizzare processi interni. Tuttavia, diverse sfide ostacolano l’adozione dell’AI:

Talento: il principale ostacolo all’accelerazione dell’AI

Oltre il 60% dei CFO ha indicato l’aggiornamento delle competenze e l’assunzione di talenti esperti nel digitale come le sfide principali, insieme alla frammentazione dei sistemi e alla scarsa disponibilità di dati di qualità in tempo reale. Di conseguenza, i CFO stanno rafforzando sia le competenze del team che la qualità dei dati, riconoscendo che l’AI può scalare solo se supportata da competenze adeguate e dati affidabili.

Il paradosso del ROI

Ai CFO è richiesto di dimostrare risultati immediati, mentre i benefici più rilevanti dell’AI – in termini di innovazione e crescita – emergono nel medio periodo. I leader più visionari stanno definendo KPI chiari, concentrandosi su casi d’uso che generano valore tangibile e coordinando le iniziative a livello aziendale per massimizzare l’impatto.

Una nuova forza lavoro per un futuro basato sull’AI

L’AI sta anche ridefinendo il lavoro nelle funzioni finance. Se da un lato esistono timori legati alla sostituzione di alcune attività, quasi sette CFO su dieci vedono nell’intelligenza artificiale uno strumento di potenziamento delle capacità umane.

Questo stimola una revisione dei ruoli, dei percorsi di carriera e delle competenze richieste. I CFO più lungimiranti investono in capacità digitali e analitiche, promuovono team ibridi che combinano giudizio umano e insight basati sull’AI e rafforzano la leadership attraverso nuove competenze.

Nel loro insieme, questi cambiamenti segnalano un’evoluzione più ampia: il finance sta evolvendo da funzione centrata sulla rendicontazione storica a motore di insight predittivi e supporto decisionale in tempo reale.

I CFO che bilanciano la rapida efficienza con investimenti a lungo termine in dati, competenze e modelli di lavoro innovativi trasformeranno l’AI in un vantaggio competitivo sostenibile piuttosto che in un aumento di produttività di breve durata.

Il manuale del CFO

La ricerca di Economist Impact dimostra che il CFO visionario influenza il modo in cui le imprese gestiscono il rischio, adottano l’intelligenza artificiale e gli agenti AI e sviluppano le competenze della forza lavoro necessarie per una trasformazione continua.

Serve un “manuale operativo†rinnovato: accelerare l’automazione, rafforzare l’allineamento interfunzionale, rendere più flessibili sistemi e supply chain e ripensare i percorsi professionali in chiave digitale. Come ha osservato uno degli intervistati, “il CFO moderno non è solo il custode del valore, ma l’architetto del valore futuroâ€. Quel futuro apparterrà ai leader che abbinano una gestione disciplinata dei costi e dei rischi a investimenti ambiziosi in dati, competenze e insight basati sull’intelligenza artificiale.

Le soluzioni di gestione finanziaria di 51·çÁ÷supportano questa evoluzione, consentendo di integrare dati, processi e insight in un’unica piattaforma. In un contesto in cui le aspettative verso la funzione finance continuano a crescere, dotare i CFO di visibilità, controllo e capacità predittive è essenziale per aiutarli a guidare le organizzazioni con fiducia e risultati attraverso l’incertezza.

The post Come i CFO stanno ridefinendo la leadership in un mondo volatile e guidato dall’intelligenza artificiale appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
AI e Giustizia: innovare con responsabilità /italy/2026/02/ai-e-giustizia-innovare-con-responsabilita/ Fri, 20 Feb 2026 11:38:03 +0000 /italy/?p=140411 La giustizia è un ambito delicato. È, per definizione, la massima espressione del giudizio umano. Proprio per questo, ogni innovazione tecnologica che la riguarda deve...

The post AI e Giustizia: innovare con responsabilità appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
La giustizia è un ambito delicato. È, per definizione, la massima espressione del giudizio umano. Proprio per questo, ogni innovazione tecnologica che la riguarda deve essere introdotta con consapevolezza ed equilibrio.

L’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali possono fare molto per il mondo della giustizia. Ma la vera domanda non è se adottarle. È come farlo in modo corretto, responsabile e strutturale.

Abbiamo recentemente organizzato il tavolo di confronto “IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadino†a cui hanno partecipato il Ministero della Giustizia, l’AgID, diversi parlamentari e addetti ai lavori. Quando oggi si parla di trasformazione non si intende solo una trasformazione tecnologica, ma sistemica: rafforzare la capacità dello Stato di garantire efficienza, certezza del diritto e fiducia istituzionale attraverso una piattaforma digitale integrata, sicura e governabile, guidata dall’AI.

Dalla digitalizzazione alla piena operatività digitale

Negli ultimi anni si è parlato molto di digitalizzazione della giustizia. Il passo successivo è renderla pienamente operativa: automazione dei processi documentali, digitalizzazione end-to-end dei procedimenti civili e penali, utilizzo dell’AI per l’analisi e il supporto decisionale, valorizzazione del patrimonio informativo attraverso un Data Lake giudiziario nazionale.

Tutto questo, però, funziona solo se alla base c’è un’architettura coerente che connette dati, processi e persone. L’interoperabilità non è un dettaglio tecnico: è la condizione necessaria perché sistemi diversi – legacy e nuovi – possano dialogare in modo sicuro, affidabile e continuo.

La combinazione vincente: Uomo + AI

Esiste ancora una certa diffidenza verso l’intelligenza artificiale. In realtà, il tema non è la sostituzione dell’uomo, ma la qualità dei dati e del contesto in cui l’AI opera.

In un ambito come quello giudiziario, l’AI non decide: aiuta a raccogliere, organizzare e mettere a disposizione – con le corrette regole di accesso e profilazione – i documenti e le informazioni che sono alla base del giudizio delle persone.

Pensiamo a un esempio concreto: per arrivare preparato a un’udienza, un magistrato deve poter contare su un insieme articolato di atti, memorie, precedenti e documentazione probatoria. Può accadere che, proprio il giorno dell’udienza, emerga l’assenza di un documento rilevante. Un sistema di AI, correttamente addestrato e governato, può individuare in pochi secondi l’informazione corretta all’interno di grandi moli di informazioni, riducendo tempi e margini di errore. La decisione resta sempre umana, ma la capacità di analisi viene potenziata.

Strumenti di lettura automatica possono analizzare in pochi secondi volumi di documenti che richiederebbero ore di lavoro umano. Ma dobbiamo porci alcune domande fondamentali: stiamo considerando tutti i documenti necessari per un giudizio equilibrato? I dati sono completi, affidabili, aggiornati? Perché un’AI che lavora su dati non corretti rischia di generare errori, compromettendo il circolo virtuoso dell’innovazione.

Nel contesto giudiziario, quindi, l’AI non sostituisce l’essere umano: la supporta. Accelera l’analisi, organizza la complessità, individua pattern, suggerisce raccomandazioni. Ma la decisione finale resta sempre in capo alla persona.

Oggi l’AI è in grado di automatizzare singole attività, ma può anche gestirne di più articolate, fornendo raccomandazioni strutturate. Ad esempio, stiamo mettendo a disposizione dei nostri clienti Agenti AI progettati per supportare ruoli specifici, perché ogni ambito ha sfide e responsabilità proprie. La tecnologia deve essere calata nel contesto.

Sicurezza e governance: condizioni imprescindibili

In ambito giudiziario, sicurezza e governance non sono opzioni, ma prerequisiti. Un’AI realmente adottabile deve nascere con meccanismi di controllo degli accessi, tracciabilità delle operazioni, gestione rigorosa dei dati sensibili e processi di anonimizzazione integrati. È essenziale sapere che tutti gli attori che accedono alle informazioni siano autorizzati a farlo e che ogni utilizzo sia conforme alle normative. La fiducia istituzionale si costruisce anche così.

Una visione di sistema

C’è un esempio che utilizzo spesso, in un settore diverso. Quando un responsabile HR riceve decine di migliaia di curriculum, nella pratica tende a fermarsi ai primi candidati validi. Con strumenti di AI può analizzare l’intero bacino, garantendo una selezione più equa e completa. Non è perfetta, ma è potenzialmente più giusta. Allo stesso modo, nella giustizia, la tecnologia può ampliare la capacità di analisi e migliorare l’equità del sistema, se inserita in una visione complessiva.

La trasformazione della giustizia non è solo una questione di efficienza operativa. È una questione di autorevolezza dello Stato, competitività del Paese e fiducia dei cittadini. Perché questo accada servono piattaforme integrate, interoperabilità reale, competenze diffuse e una partnership solida tra pubblico e privato.

L’intelligenza artificiale non è un’alternativa al giudizio umano. È uno strumento potente per rafforzarlo. Se governata con responsabilità, può diventare una leva concreta per una giustizia più rapida, più trasparente e più vicina ai cittadini.

The post AI e Giustizia: innovare con responsabilità appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
51·çÁ÷presenta nuove funzionalità per promuovere l’equità retributiva e garantire la conformità alla direttiva UE sulla trasparenza salariale /italy/2026/02/sap-presenta-nuove-funzionalita-per-promuovere-lequita-retributiva-e-garantire-la-conformita-alla-diretta-ue-sulla-trasparenza-salariale/ Tue, 17 Feb 2026 14:23:19 +0000 /italy/?p=140407 Non è un segreto che le organizzazioni con pratiche retributive eque e trasparenti godano di una maggiore fiducia da parte dei dipendenti e di una...

The post 51·çÁ÷presenta nuove funzionalità per promuovere l’equità retributiva e garantire la conformità alla direttiva UE sulla trasparenza salariale appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Non è un segreto che le organizzazioni con pratiche retributive eque e trasparenti godano di una maggiore fiducia da parte dei dipendenti e di una reputazione del brand più solida. Secondo l’ultimo , quando i potenziali candidati e i dipendenti hanno una chiara visibilità sui criteri alla base delle decisioni relative alle retribuzioni, le aziende registrano in genere livelli più elevati di coinvolgimento, una maggiore produttività e una migliore capacità di attrarre e fidelizzare i talenti.

Finora, molte imprese hanno affrontato la questione della parità retributiva secondo modalità e tempi propri, ma sta iniziando una nuova fase che ridefinirà le pratiche retributive e la cultura del  lavoro in tutta l’Unione Europea (UE). La (direttiva UE 2023/970), che entrerà in vigore in tutti gli Stati membri dell’UE nel 2026, rafforza il principio della “parità di retribuzione per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore†sancito dal diritto dell’UE, imponendo ai datori di lavoro di adottare pratiche retributive trasparenti e azioni concrete per colmare il divario retributivo di genere, con  potenziali conseguenze legali e finanziarie in caso di inadempienza.

offre alle organizzazioni un’unica fonte attendibile di dati necessari alle aziende per soddisfare i requisiti di trasparenza salariale previsti da questa normativa. Oggi 51·çÁ÷annuncia nuove funzionalità che renderanno ancora più facile per le imprese soddisfare tali requisiti in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Lanciata nella prima metà del 2026, EU Pay Transparency Insights è una nuova funzionalità del pacchetto . Si tratta di un’applicazione intelligente basata sull’intelligenza artificiale che fornisce informazioni pronte all’uso per aiutare i leader a prendere decisioni più informate. EU Pay Transparency Insights consente alle organizzazioni di analizzare le retribuzioni, identificare i valori anomali e intervenire sui divari salariali, aiutando a soddisfare i requisiti di rendicontazione e creando allo stesso tempo vantaggi organizzativi e di performance derivanti da una reale  equità retributiva.

Tre requisiti chiave della direttiva UE e come 51·çÁ÷SuccessFactors HCM li supporta

La direttiva UE sulla trasparenza retributiva rappresenta uno dei cambiamenti più radicali degli ultimi decenni in materia di gestione delle retribuzioni. Per soddisfare i nuovi obblighi, le organizzazioni devono rivalutare fin da ora le proprie capacità e processi di gestione dei dati HR e iniziare a pianificare gli eventuali adeguamenti. Mentre i paesi si preparano a recepire la direttiva nelle legislazioni nazionali entro giugno 2026, alcuni obblighi potrebbero già essere applicabili, mentre altri entreranno in vigore non appena saranno emanate le leggi nazionali. Inoltre, poiché le scadenze per la rendicontazione del divario retributivo variano a seconda delle dimensioni dell’azienda (a partire dal 2027 per i datori di lavoro con 150 o più dipendenti e sulla base dei dati sulla forza lavoro del 2026), le organizzazioni devono agire subito per essere pronte.

51·çÁ÷SuccessFactors HCM è in grado di aiutare le imprese ad affrontare i tre requisiti chiave delineati nella direttiva (rendicontazione sul divario retributivo di genere, trasparenza retributiva per i dipendenti e trasparenza retributiva dei candidati) grazie a diverse funzionalità già disponibili e ad analisi avanzate per la rendicontazione sul divario retributivo di genere fornite tramite EU Pay Transparency Insights nella prima metà del 2026.

  1. Rendicontazione sul divario retributivo di genere

Una volta recepita la direttiva nelle legislazioni nazionali, i datori di lavoro saranno tenuti a rendere noto il divario retributivo di genere secondo un calendario definito e qualsiasi divario pari o superiore al 5% dovrà essere giustificato o affrontato con una valutazione retributiva congiunta. Grazie alla funzione EU Pay Transparency Insights all’interno di People Intelligence in 51·çÁ÷BDC, i manager potranno accedere a informazioni dettagliate sui dipendenti per analizzare le retribuzioni e identificare i fattori alla base dei divari retributivi, ottenendo così le informazioni necessarie e generando report accurati con una visione unica e completa sull’equità dell’organizzazione.

  1. Trasparenza retributiva per i dipendenti

La direttiva riconosce ai dipendenti il diritto di richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, suddivisi per genere e per ruoli comparabili. Sfruttando le potenti funzionalità di generazione documentale di 51·çÁ÷SuccessFactors HCM, le aziende possono offrire ai dipendenti un’esperienza self-service che consente di visualizzare le dichiarazioni di trasparenza retributiva direttamente dal proprio profilo personale in . Queste dichiarazioni possono fornire una visione chiara sulla retribuzione annuale del dipendente sia sulla retribuzione media per la stessa categoria professionale, sempre suddivisa per genere.

  1. Trasparenza retributiva dei candidati

Infine, i datori di lavoro saranno tenuti a indicare le fasce retributive negli annunci di lavoro o prima dei colloqui. Sarà inoltre vietato chiedere ai candidati informazioni sulla loro storia retributiva. Le soluzioni 51·çÁ÷SuccessFactors contribuiscono a migliorare la trasparenza retributiva permettendo ai responsabili di comunicare le fasce retributive direttamente negli annunci di lavoro pubblicati tramite le soluzioni di recruiting di SAP, tra cui 51·çÁ÷SuccessFactors Recruiting e .

Oltre a queste funzionalità di 51·çÁ÷SuccessFactors, 51·çÁ÷continua a collaborare con il suo ampio ecosistema di partner per sostenere le aziende nel loro percorso verso una maggiore equità  e trasparenza retributiva.

Un’opportunità per assumere un ruolo di leadership responsabile

La direttiva UE sulla trasparenza retributiva stabilisce un nuovo standard di riferimento in materia di responsabilità nella gestione e comunicazione delle retribuzioni da parte delle organizzazioni. Prepararsi in anticipo con il supporto di 51·çÁ÷permette alle aziende di offrire informazioni trasparenti sulle retribuzioni, ai dipendenti di avere una visione chiara dei loro compensi complessivi e del loro percorso professionale, e ai responsabili delle risorse umane di prendere decisioni coerenti e misurabili con sicurezza. Grazie alla continua innovazione e alla comprovata esperienza nei contesti locali, 51·çÁ÷aiuta le organizzazioni a stare al passo con i cambiamenti e a sviluppare un approccio sostenibile e realmente incentrato sulle persone per l’equità retributiva in tutta l’Unione Europea.

The post 51·çÁ÷presenta nuove funzionalità per promuovere l’equità retributiva e garantire la conformità alla direttiva UE sulla trasparenza salariale appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadino /italy/2026/02/ia-dati-e-modelli-operativi-per-una-giustizia-piu-efficiente-al-servizio-del-cittadino/ Fri, 13 Feb 2026 16:43:27 +0000 /italy/?p=140400 51·çÁ÷Italia ha recentemente organizzato il tavolo di confronto “IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadino†a cui...

The post IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadino appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
51·çÁ÷Italia ha recentemente organizzato il tavolo di confronto “IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadino†a cui ha partecipato il Ministero della Giustizia, l’AgID, diversi parlamentari e addetti ai lavori per riflettere insieme su questi temi.

«Ben venga l’intelligenza artificiale per organizzare meglio il lavoro, per le attività ripetitive, per la ricerca giurisprudenziale. Ma non deve mai diventare il padrone del vapore, né travolgere i settori di competenza umana. Se sapremo governarla con regole chiare e un controllo umano significativo, potrà essere uno strumento di progresso.

Con queste parole il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto è intervenuto al tavolo di confronto “IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadinoâ€, organizzato a Roma da 51·çÁ÷Italia e ospitato presso lo studio Tonucci & Partners.

Nel suo intervento, Sisto ha messo in guardia dal fascino esercitato dall’intelligenza artificiale: «L’idea che qualcuno lavori al posto nostro è estremamente attrattiva. Ma questa è anche la grande tentazione patologica dell’IA: la sostituzione progressiva dell’uomo nelle valutazioni che rischiano di perdere la loro giuridicità». Al centro della riflessione, il carattere umano del diritto: «Il processo è umanità».

A questo si aggiunge un limite strutturale dell’IA: «Non cambia idea». Molti processi, ha ricordato, si risolvono grazie a un’intuizione decisiva o a un elemento sopravvenuto, mentre «l’IA replica schemi: alza il livello della ripetizione, ma abbassa quello dell’intuizione qualitativa».

Sisto ha quindi criticato una concezione meramente quantitativa dell’efficienza giudiziaria, soffermandosi sulle misure cautelari: «C’è chi vorrebbe abbreviare i tempi di esame da parte del GIP. Io sono profondamente contrario. Se il giudice ha bisogno di più tempo per studiare le carte, ben venga». «Una giustizia migliore – ha concluso – non è necessariamente una giustizia più veloce».

Sul ruolo strategico della trasformazione digitale si è soffermata Carla Masperi, amministratore delegato di 51·çÁ÷Italia, sottolineando come «la trasformazione digitale della Giustizia non sia solo una leva di efficienza, ma un fattore chiave per la competitività del sistema Paese e la fiducia dei cittadini». Se progettata con dati ben governati e un’AI responsabile, può diventare «un acceleratore strutturale di modernizzazione».

La deputata Daniela Dondi ha richiamato la centralità dell’approccio antropocentrico nell’innovazione della Giustizia, riconoscendo il valore dell’IA come supporto nella gestione di dati e fascicoli complessi, ma ribadendo che «la responsabilità deve restare in capo al magistrato o all’avvocato».

Sulla certezza delle fonti è intervenuto il parlamentare Toni Ricciardi, sottolineando la necessità di un perimetro di dati definito, affidabile e normativamente certo per evitare criticità nell’uso dell’intelligenza artificiale.

La Senatrice Enrica Stefani ha invitato a «non assumere un atteggiamento oscurantista» verso il progresso tecnologico, mettendo però in guardia dal rischio di una giustizia «ridotta a procedure automatiche», e richiamando il tema dell’equità nell’accesso agli strumenti digitali.

Il punto di vista dell’avvocatura è stato portato da Alessandro Graziani, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, che ha sottolineato come l’IA debba essere governata dall’uomo nella fase decisionale, per non compromettere la parità delle parti e la responsabilità professionale.

Sulla stessa linea l’avvocata Valentina Guzzanti, che ha messo in guardia dal rischio di una giustizia solo più rapida ma non per questo migliore: «La velocità non deve tradursi in una giustizia sommaria», né in una semplificazione che penalizza la valutazione del caso concreto.

Infine, Mario Nobile, presidente di AgID, ha ricordato che oggi non esistono sistemi di intelligenza artificiale pienamente autonomi: l’IA opera con «una supervisione umana» e va sviluppata come «un cantiere», valutando costantemente utilità e rischi, soprattutto in ambiti delicati come la giustizia.

Al tavolo di confronto hanno preso parte avvocati, ricercatori e professionisti del settore, contribuendo a un dialogo multidisciplinare sulle opportunità e sui limiti dell’intelligenza artificiale applicata al sistema Giustizia.

The post IA, dati e modelli operativi per una Giustizia più efficiente al servizio del cittadino appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
La vera sfida non è l’AI: sono le scelte che non facciamo /italy/2026/01/la-vera-sfida-non-e-lai-sono-le-scelte-che-non-facciamo/ Fri, 23 Jan 2026 09:37:05 +0000 /italy/?p=140375 C’è un messaggio chiaro che emerge dal nostro report The Road Ahead: Predictions and Possibilities for the Future of Work: non esiste un singolo “futuro...

The post La vera sfida non è l’AI: sono le scelte che non facciamo appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
C’è un messaggio chiaro che emerge dal nostro report The Road Ahead: Predictions and Possibilities for the Future of Work: non esiste un singolo “futuro del lavoroâ€. Ne esistono molti, che si stanno formando in parallelo. E la direzione che prenderemo dipenderà molto meno dalla tecnologia di quanto crediamo, e molto più dalle scelte – o dalle omissioni – delle organizzazioni e dei loro leader.

La narrativa dominante dipinge l’AI come un’onda inarrestabile, pronta a travolgere tutto ciò che non si trasforma rapidamente. Ma ciò che il report rivela, con dati e analisi, è che l’AI non è un destino già scritto: è uno strumento di progettazione. Può rendere i processi più efficienti, certo, ma può anche aprire la porta a nuovi modi di generare valore e di essere comunità al lavoro.

La differenza non è tecnica. È culturale.

Il rischio: un futuro che non motiva nessuno

Le organizzazioni oggi sembrano ancora intrappolate in un’idea di produttività che misura “quanto†si fa e non “che cosa cambiaâ€. E il report evidenzia con chiarezza un dato preoccupante: quando l’AI si limita a sostituire attività senza ripensare i ruoli, le persone perdono motivazione, fiducia e senso. Già oggi, i lavoratori “attivamente disconnessi†dedicano il 16% in meno del proprio impegno. Se continueremo a seguire un modello puramente “AI maximalistâ€, questa percentuale rischia di aumentare.

Ridisegnare il lavoro non significa togliere compiti alle persone, significa restituire loro ciò che le motiva davvero, ad esempio creatività, qualità, autonomia. Le persone non chiedono di essere riempite di attività residue, vogliono che la tecnologia liberi spazio per ciò che conta davvero.

Il potenziale: un futuro costruito sulla simbiosi

Il report propone un modello alternativo: la strategic symbiosis, in cui l’AI amplifica le capacità umane invece di sostituirle. È lo scenario più ambizioso, ma anche quello più vicino ai bisogni reali delle persone. Non è un caso che quattro persone su cinque credano che l’AI permetterà loro di svolgere un lavoro più “di valoreâ€.

Questo approccio non idealizza l’AI: ne riconosce i limiti, evitando l’errore – sempre più diffuso – di antropomorfizzarla. L’AI non è un collega immaginario, ma un tool-mate: un partner operativo, trasparente e affidabile, che supporta il pensiero umano senza sostituirlo.

Tre fronti dove si giocherà il futuro

La sfida più complessa non è tecnologica, ma sistemica. Secondo il nostro studio, tre aree saranno decisive:

  1. L’ingresso nel mondo del lavoro
    L’automazione sta erodendo molti ruoli junior. Se non investiremo in programmi di formazione interna, rischiamo di creare una generazione sospesa con poche opportunità di crescita.
  2. La leadership
    L’AI può alleggerire i compiti amministrativi, ma non può sostituire l’empatia, la cultura, la capacità di leggere il contesto. Il manager del futuro sarà soprattutto un mentor, non un controllore.
  3. La memoria organizzativa
    In un Paese come il nostro che invecchia, disperdere l’esperienza sarebbe un errore. Trasformare i lavoratori senior in memory architects non è un atto di riconoscenza: è un vantaggio competitivo.

Perché le HR sono l’ago della bilancia

Le Risorse Umane hanno oggi un’opportunità rara: diventare architetti del futuro del lavoro. È un’affermazione forte, ma realistica. Nessun’altra funzione ha una visione così trasversale da tenere insieme talenti, cultura, tecnologia e scelte etiche.

Se le HR rimangono legate alla sola dimensione delle procedure, prevarrà il futuro più povero: quello dell’offload cognitivo, dell’iper-misurazione, della corsa all’efficienza a ogni costo.
Ma se invece le risorse umane diventano un laboratorio di possibilità, possiamo costruire un futuro dove persone e tecnologie crescono insieme e si potenziano a vicenda.

Il futuro non è un destino, è una scelta

La verità è che nessuna tecnologia impone una direzione. Siamo noi – come società, come aziende, come leader – a decidere se usare l’AI per standardizzare o liberare, per controllare o creare, per togliere o investire.

Il futuro del lavoro non arriverà dall’esterno. Lo costruiamo noi dall’interno.
E se vogliamo un futuro dove le persone non solo producano, ma crescano, contribuiscano, innovino – allora questo è il momento di progettare, non di subire.

The post La vera sfida non è l’AI: sono le scelte che non facciamo appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
10 nuovi clienti al giorno: il successo globale di 51·çÁ÷Business One /italy/2026/01/10-nuovi-clienti-al-giorno-il-successo-globale-di-sap-business-one/ Thu, 15 Jan 2026 09:08:04 +0000 /italy/?p=140364 Nel mondo del business, la scalabilità influenza ogni decisione. Per le aziende più piccole, il percorso verso la crescita raramente è lastricato con le stesse...

The post 10 nuovi clienti al giorno: il successo globale di 51·çÁ÷Business One appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Nel mondo del business, la scalabilità influenza ogni decisione. Per le aziende più piccole, il percorso verso la crescita raramente è lastricato con le stesse pietre delle organizzazioni di grandi dimensioni. Le loro esigenze sono diverse e spesso più urgenti, avendo bisogno di soluzioni agili e adattabili.

Piuttosto che adottare un approccio univoco, 51·çÁ÷Business One è stato progettato per offrire alle piccole imprese una soluzione ERP flessibile, capace di crescere insieme a loro e di adattarsi a esigenze in continua evoluzione, accompagnandole nel loro percorso di sviluppo.

51·çÁ÷Business One

Oggi, oltre 83.000 clienti e 1,2 milioni di utenti in oltre 170 paesi si affidano a 51·çÁ÷Business One, supportati da una rete globale di 850 partner e oltre 500 estensioni specifiche per settore e paese.

“51·çÁ÷Business One è progettato per essere facile da usareâ€, ha affermato Darius Heydarian, head of Partner Solution Enablement 51·çÁ÷Business One. “Le organizzazioni possono iniziare con un singolo utente e ampliare la propria soluzione man mano che le loro esigenze crescono, che si tratti di aggiungere più utenti, sedi o filialiâ€. La soluzione può adattarsi al modo di lavorare delle organizzazioni più piccole, offrendo sia configurazioni rapide per le sedi remote che implementazioni coordinate tra le diverse regioni. 51·çÁ÷Business One offre un’esperienza moderna basata su browser e può integrarsi perfettamente con le soluzioni di analisi e gli strumenti di automazione di SAP.

Il ruolo dei partner

51·çÁ÷ha recentemente ribadito l’importanza strategica di 51·çÁ÷Business One all’interno del suo portafoglio di soluzioni. Karl Fahrbach, 51·çÁ÷Chief Partner Officer, ha sottolineato il continuo impegno di 51·çÁ÷verso 51·çÁ÷Business One, evidenziando il ruolo cruciale dell’ecosistema dei partner: “51·çÁ÷continua a investire nel futuro di 51·çÁ÷Business One. I nostri partner rimangono al centro di questo successo, promuovendo autonomia, resilienza, crescita e conquistando nuovi clienti ogni giornoâ€.

51·çÁ÷collabora a stretto contatto con un’ampia rete di partner specializzati nell’implementazione e nel supporto di 51·çÁ÷Business One. Grazie a competenze consolidate, questi partner sono in grado di adattare la soluzione alle esigenze specifiche di ogni cliente, che si tratti di requisiti di settore, localizzazioni o conformità alle normative vigenti.

“I partner contribuiscono anche all’estensibilità di 51·çÁ÷Business One, sviluppando estensioni e soluzioni di settore che aiutano i clienti ad affrontare sfide specificheâ€, ha affermato Heydarian. La collaborazione tra 51·çÁ÷e i suoi partner contribuisce a garantire che i clienti traggano vantaggio sia dalla tecnologia SAP, sia dalle competenze specialistiche degli esperti locali.

Clienti di riferimento

“Di recente, uno dei nostri partner mi ha raccontato l’esempio di un cliente che riflette perfettamente la natura delle aziende nel segmento di mercato a cui ci rivolgiamo con 51·çÁ÷Business Oneâ€, ha dichiarato Heydarian. “L’azienda aveva tre dipendenti quando ha iniziato a utilizzare la soluzione. Nel corso degli anni si è espansa e oggi impiega 250 persone, senza però dover abbandonare la propria piattaforma softwareâ€.

Un tipico cliente 51·çÁ÷Business One è una piccola o media impresa alla ricerca di una soluzione ERP accessibile, flessibile e scalabile. Queste organizzazioni devono spesso gestire un’ampia gamma di attività aziendali — dalla contabilità e finanza agli acquisti, alla gestione dell’inventario, alle vendite, alle relazioni con i clienti e alla reportistica — all’interno di un’unica piattaforma. 51·çÁ÷Business One le aiuta ad acquisire controllo, semplificare i processi e prendere decisioni strategiche basate su informazioni in tempo reale.

La soluzione è personalizzabile per adattarsi all’evoluzione delle esigenze aziendali e supporta l’espansione internazionale grazie a 28 lingue e 50 localizzazioni specifiche per Paese. Il supporto locale è garantito da oltre 850 partner, contribuendo ad assicurare ai clienti un’assistenza mirata alle loro esigenze uniche.

“Siamo orgogliosi che 51·çÁ÷Business One faccia parte del portafoglio di soluzioni SAPâ€, ha affermato Heydarian. “Ogni anno 3.000 nuovi clienti scelgono 51·çÁ÷Business One. In media, 10 clienti al giorno adottano 51·çÁ÷Business Oneâ€.

Click the button below to load the content from YouTube.

51·çÁ÷Business One - Riepilogo della soluzione

The post 10 nuovi clienti al giorno: il successo globale di 51·çÁ÷Business One appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Le applicazioni di AI su misura per il cliente guideranno la prossima ondata di trasformazione del business /italy/2025/12/le-applicazioni-di-ai-su-misura-per-il-cliente-guideranno-la-prossima-ondata-di-trasformazione-del-business/ Fri, 19 Dec 2025 12:02:43 +0000 /italy/?p=140347 Anche nel nostro Paese, l’entrata dell’AI nelle aziende sta avvenendo a ritmi sostenuti. Secondo uno studio che abbiamo svolto su un campione di 575 imprese...

The post Le applicazioni di AI su misura per il cliente guideranno la prossima ondata di trasformazione del business appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Anche nel nostro Paese, l’entrata dell’AI nelle aziende sta avvenendo a ritmi sostenuti. Secondo uno studio che abbiamo svolto su un campione di 575 imprese di medio-grandi dimensioni in Italia, il 93% dei manager intervistati ha affermato che l’adozione della GenAI è una priorità crescente dell’organizzazione e il 40% utilizza già in modo esteso l’AI per svolgere un’ampia serie di attività.

Con la diffusione dell’AI generativa, risulta sempre più evidente che le soluzioni “preconfezionate†portano sì a buoni risultati, ma fino a un certo punto. Il nuovo valore di business arriverà da un’AI profondamente allineata al contesto unico dell’impresa: ai suoi dati, ai suoi processi e ai suoi ambiti decisionali.

La personalizzazione dell’AI non è più un elemento accessorio: è ormai un’aspettativa importante. Che si tratti di promuovere l’eccellenza operativa, migliorare l’esperienza del cliente o accelerare il processo decisionale, le organizzazioni danno sempre più priorità a soluzioni in grado di comprendere davvero la loro realtà.

I modelli di AI generici, progettati per essere ampiamente applicabili, risultano limitati. Spesso non colgono le sfumature specifiche di un’impresa, con conseguente minore rigore, insight vaghi e scarsa scalabilità tra funzioni diverse. Il modello “taglia unica†dell’AI rende difficile adattare le sue applicazioni a settori con esigenze normative, tipologie di dati e complessità operative molto differenti.

Nei settori più critici, dove precisione, conformità e contesto sono imprescindibili, affidarsi a modelli generici può generare inefficienze e opportunità mancate. Anche la loro integrazione nei processi di governance, sicurezza e compliance risulta spesso complessa. Il risultato? Prestazioni insufficienti e una crescente consapevolezza che un’AI “uguale per tutti†non può soddisfare la complessità dei bisogni delle imprese moderne.

Per questo motivo sempre più aziende stanno investendo in innovazioni differenziate, con soluzioni di AI progettate fin dall’inizio per rispondere a richieste di business specifiche.

La trasformazione dei settori

Le applicazioni di AI su misura stanno trasformando interi settori, modellando l’intelligenza attorno ai dati, ai processi e alle sfide specifiche di ogni industria.

Nel manifatturiero, il cambiamento è evidente: le aziende stanno snellendo processi operativi complessi. Per Henkel, ad esempio, il nostro team ha sviluppato una soluzione a supporto della gestione delle deduzioni nella supply chain finanziaria e dell’indicizzazione nella gestione delle controversie. La soluzione automatizza l’analisi e l’indicizzazione dei documenti di reclamo dei clienti, integrando capacità avanzate di AI direttamente nelle attività quotidiane degli operatori. Il risultato è una creazione dei casi più veloce e attenta e una gestione delle controversie più agile.

Nell’industria alimentare, Arborea sfrutterà le potenzialità dell’intelligenza artificiale in ambito supply chain, dalla pianificazione all’individuazione del miglior vettore, in termini di condizioni di trasporto, per la spedizione dei prodotti ai clienti.

Nel settore oil & gas, modelli di AI addestrati su dati geologici, registrazioni delle apparecchiature e variabili ambientali stanno migliorando le previsioni di perforazione, abilitando la manutenzione predittiva e incrementando sicurezza ed efficienza energetica.

L’industria automobilistica sta ottenendo risultati analoghi, con l’AI a supporto della manutenzione predittiva, dei sistemi di guida autonoma e delle diagnostiche in tempo reale, oltre a offrire esperienze personalizzate all’interno dell’abitacolo.

Il retail beneficia di un’AI che si adatta ai modelli d’acquisto locali e ai dati di vendita in tempo reale, rendendo più precise le previsioni della domanda, ottimizzando la gestione dell’inventario e proponendo promozioni più rilevanti, con una riduzione significativa degli sprechi.

Anche il settore pubblico potrà ottenere vantaggi dall’AI contestuale: automatizzando processi di routine e progettando politiche più mirate sarà possibile offrire servizi pubblici più rapidi, più efficaci e più vicini ai bisogni reali dei cittaidini.

In tutti questi esempi, il modello è chiaro: un’AI che comprende il contesto in cui opera genera decisioni più intelligenti, operazioni più snelle e risultati migliori per le organizzazioni e per le persone.

Costruire applicazioni di Business AI su misura

Nel nostro ruolo di partner strategico a supporto delle organizzazioni nello sviluppo e nella crescita del loro business, siamo in prima linea nell’evoluzione verso un’AI personalizzata a livello enterprise. La nostra visione si basa sulla creazione di un’AI non più sperimentale, ma realmente pronta per l’adozione.

Invece di sviluppare soluzioni isolate, integriamo l’AI direttamente nei processi di business più importanti,  dal finance, alle risorse umane, fino alla supply chain. Attraverso la co-innovazione con clienti e partner, lavoriamo per garantire che ogni soluzione sia tecnicamente solida e pienamente allineata a casi d’uso reali.

Per generare una vera trasformazione, l’AI deve essere progettata all’interno dei processi, non aggiunta successivamente. Questo richiede collaborazione con esperti di settore, allineamento agli standard di conformità e un affinamento continuo basato sui feedback dei clienti. Le applicazioni di AI su misura non riguardano solo il codice: implicano collaborazione, fiducia e valore nel lungo periodo.

Il nostro obiettivo è permettere alle organizzazioni di costruire un’AI che rifletta la loro struttura, la loro cultura e i loro clienti, rendendola più rilevante, affidabile e responsabile.

Il momento di scalare è adesso

Le aziende che vogliono restare competitive non possono più considerare l’AI un progetto secondario. L’era della sperimentazione è finita. Questo è il momento di scalare un’AI che sia davvero al servizio delle persone e del business. Le applicazioni di AI su misura non sono semplici funzionalità tecnologiche, ma abilitatori strategici di innovazione, efficienza e differenziazione.

Il futuro appartiene a chi saprà scalare la personalizzazione senza sacrificare le prestazioni. È il momento di costruire con un’AI che conosca davvero il nostro business.

The post Le applicazioni di AI su misura per il cliente guideranno la prossima ondata di trasformazione del business appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Il vantaggio della preparazione: resilienza nelle catene di fornitura, nei processi finance e nell’intelligenza artificiale /italy/2025/12/il-vantaggio-della-preparazione-resilienza-nelle-catene-di-fornitura-nei-processi-finance-e-nellintelligenza-artificiale/ Tue, 16 Dec 2025 14:46:19 +0000 /italy/?p=140344 Oggi il concetto di resilienza è diventato più di una semplice teoria, è motivo di preoccupazione per i consigli di amministrazione ed è diventato anche...

The post Il vantaggio della preparazione: resilienza nelle catene di fornitura, nei processi finance e nell’intelligenza artificiale appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>
Oggi il concetto di resilienza è diventato più di una semplice teoria, è motivo di preoccupazione per i consigli di amministrazione ed è diventato anche una questione per i bilanci delle aziende. Il dibattito è infatti passato dal chiedersi “Come dimostriamo di essere un’organizzazione responsabile?†a un quesito più urgente: “Come possiamo quantificare e contabilizzare con precisione i costi legati al clima a livello di prodotto, invece di lasciarli passare inosservati senza intercettarli?â€

I leader più attenti non sono solo coloro che fanno promesse generiche, seppur ambiziose, ma quelli che integrano la resilienza nel cuore delle loro attività, lungo le catene di fornitura, nei processi finanziari e con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Questi sono i tre driver che permettono alla sostenibilità di avere un ROI:

  1. 1. Catene di fornitura, dove la resilienza viene messa subito alla prova

Le catene di fornitura sono il luogo in cui la realtà operativa delle interruzioni si manifesta concretamente. I cambiamenti di rotta delle spedizioni, le modifiche delle scadenze e l’aumento dei costi delle materie prime si riflettono sui bilanci sotto forma di premi assicurativi, tempi di inattività e flussi di cassa.

Le aziende ne stanno già avvertendo gli effetti: più della metà delle imprese   ha subito impatti climatici sulle proprie attività nell’ultimo anno, tra cui aumento dei costi, disservizi per i lavoratori e perdite di fatturato. BCG stima che le interruzioni della catena di approvvigionamento legate al clima costino già alle aziende una media di 182 milioni di dollari all’anno.

Questi shock non sono astratti. Quando nel 2022 la siccità ha ridotto il corso del fiume Reno, la capacità di trasporto si è dimezzata, costringendo le imprese a costose deviazioni. L’agroindustria statunitense ha dovuto affrontare interruzioni simili quando il livello del fiume Mississippi si è abbassato tra il 2022 e il 2023, ritardando le esportazioni e facendo lievitare i costi logistici.

Con l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici che salgono in cima alle priorità aziendali, l’agenda dei COO sta cambiando. Ecco la mia opinione sui passaggi chiave che liberano il vero valore della sostenibilità per il business:

  • Ottenere piena visibilità. Investire in strumenti che aumentino la tracciabilità e la consapevolezza in tempo reale delle emissioni e delle risorse è fondamentale; questo consente di individuare le vulnerabilità, diversificare gli approvvigionamenti, rafforzare la trasparenza e prevenire i rischi.
  • Collegare le metriche di resilienza a risultati misurabili. La catena del valore è la fonte di valore misurabile della sostenibilità. Le metriche che vanno oltre la prevenzione delle perdite (ad esempio, riduzione dei premi assicurativi, maggiore agilità operativa, fiducia dei clienti) trasformano questa visibilità in insight azionabili. , cliente SAP, ha rafforzato la propria resilienza con operazioni connesse in tempo reale lungo tutta la sua supply chain globale, con un ambiente cloud-first e analytics integrate.

Con adeguate e , i manager possono ottimizzare le catene del valore andando oltre la semplice efficienza: diversificando i fornitori in aree geografiche con maggiore esposizione alle interruzioni, creando ridondanza dove necessario, e garantendo vantaggi futuri.

La resilienza non è solo difensiva. Una supply chain che si adatta più rapidamente di quella dei concorrenti è un motore di crescita. Catene del valore e reti riprogettate trasformano la gestione del rischio in una fonte di ROI a lungo termine, e i dati sulla sostenibilità rappresentano una leva ancora poco esplorata.

  1. Finance, dove il rischio climatico diventa una voce di bilancio

Se le catene di fornitura sono il luogo in cui le vulnerabilità si manifestano a livello operativo, è l’ambito finance dove queste si traducono in impatti concreti e definitivi. Il CFO non può orientare l’azienda basandosi solo sui dati delle emissioni di carbonio, deve poter rispondere a domande come:

  • “Come integriamo i dati di sostenibilità negli stessi sistemi che gestiscono centri di profitto, centri di costo e bilanci?” Molte rendicontazioni si basano ancora su dati approssimativi, come le medie di settore, che possono comportare deviazioni anche del 30-40% rispetto ai valori reali. offre insight dettagliati sulle emissioni di carbonio nei principali processi finanziari, consentendo alle organizzazioni di promuovere la decarbonizzazione e rendere operativa la sostenibilità su larga scala. Questo permette alle imprese di comprendere non solo la quantità di carbonio che emettono, ma anche come ciò influisce sull’esposizione al rischio e sui margini.
  • “Come misuriamo i progressi verso gli obiettivi di decarbonizzazione per rafforzare la nostra posizione nei mercati sensibili alle emissioni di carbonio?”. Le aziende che dispongono di dati di sostenibilità verificabili hanno un accesso preferenziale al capitale. Obbligazioni e prestiti sostenibili hanno superato 1,6 trilioni di dollari nel 2024, perchè le strategie di decarbonizzazione dimostrabili hanno spesso ridotto i costi di finanziamento.

Le organizzazioni che trattano i dati di sostenibilità come un asset finanziario, collegato a principi contabili verificabili, stanno trasformando la sostenibilità da un esercizio di conformità normativa a un motore di crescita. Chi lo riesce a fare correttamente sta già riducendo il costo del capitale e ottenendo risultati migliori rispetto ai concorrenti.

  1. L’intelligenza artificiale, l’acceleratore di resilienza

La combinazione intelligenza artificiale e sostenibilità rappresenta una classica equazione di ritorno sull’investimento. Una forma di ROI è dato da quanto si riesce a prevedere meglio il rischio fisico legato al clima, per poi prepararsi e rispondere con maggiore rapidità e agilità. Secondo , l’intelligenza artificiale (in particolare quella generativa) potrebbe generare benefici economici da 2,6 a 4,4 trilioni di dollari all’anno, e fino a 6,1-7,9 trilioni di dollari se si considera l’impatto complessivo sulla produttività in tutti i settori.

Tuttavia, esiste un divario tra l’adozione dell’AI e le opportunità che ne derivano. Secondo , solo il 14% delle aziende oggi utilizza l’AI per ridurre le proprie emissioni di carbonio, ma il 65% ritiene che lo farà in futuro.

Le opportunità di adozione dell’intelligenza artificiale per incrementare il ROI e creare un vantaggio competitivo sono enormi:

Ottenere un ROI immediato attraverso automazione e precisione

L’intelligenza artificiale semplifica la gestione dei dati dei fornitori, automatizza la gestione dei permessi e riduce i costi di conformità. Le funzionalità delle soluzioni SAP, come la gestione dei permessi assistita dall’AI e l’elaborazione delle informazioni di conformità supportata dall’AI, migliorano la velocità e l’accuratezza dell’estrazione e dell’elaborazione delle informazioni, mentre la generazione di report ESG assistita dall’AI consente di rendicontare i progressi in pochi minuti. L’azienda , presente nel settore automobilistico, ha utilizzato la business AI per ottenere una riduzione del 52% delle emissioni di carbonio legate ai trasporti e per calcolare l’impronta di carbonio oltre 50 volte più velocemente. Un altro esempio è dato da msg Global Solutions AG, la cui soluzione Greenwashing Detector sfrutta l’intelligenza artificiale generativa per convalidare i report e rilevare potenziali casi di greenwashing.

Sbloccare l’intelligenza per un ROI a lungo termine

Le aziende che fanno un passo ulteriore e integrano profondamente l’AI nei propri processi riescono a contestualizzare e integrare i dati di sostenibilità all’interno dei sistemi ERP a supporto delle decisioni su rischio, resilienza e opportunità. Strumenti come la convalida dei fornitori basata sull’AI, la mappatura dei fattori di emissione basata sull’intelligenza artificiale e l’analisi delle emissioni di carbonio assistita dall’intelligenza artificiale aiutano a identificare rischi e opportunità, consentendo di agire sulla sostenibilità in tutta l’organizzazione. Questo guida sia le operazioni quotidiane, come un approvvigionamento più intelligente, sia la strategia a lungo termine, come l’identificazione e la riduzione delle emissioni alla fonte.

Nei momenti di forte discontinuità, chi si muove per primo cattura il valore. L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di efficienza, ma un sistema di allerta proattivo che consente di individuare i rischi prima, agire più velocemente e ottimizzare al meglio.

Il rischio climatico non è solo una teoria. Si manifesta nelle catene di approvvigionamento, nelle operazioni e, sempre più spesso, nelle voci di bilancio. La resilienza non è più solo una salvaguardia, ma una fonte di crescita, efficienza e vantaggio competitivo.

Ulteriori informazioni sull’impegno di 51·çÁ÷per la sostenibilità sono disponibili .

The post Il vantaggio della preparazione: resilienza nelle catene di fornitura, nei processi finance e nell’intelligenza artificiale appeared first on 51·çÁ÷News Center Italy.

]]>