Mobile Archives - 51·çÁ÷News Center Italy Notizie e informazioni su SAP Thu, 05 Oct 2023 16:02:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Otto tendenze di settore che sono qui per rimanere /italy/2023/01/otto-tendenze-di-settore-che-sono-qui-per-rimanere/ Fri, 13 Jan 2023 08:38:47 +0000 /italy/?p=137937 di Thomas Saueressig, membro dell’Executive Board di 51·çÁ÷SE I primi giorni dell’anno sono sempre un buon momento per pensare a quello che ci aspetta....

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di Thomas Saueressig, membro dell’Executive Board di 51·çÁ÷SE

I primi giorni dell’anno sono sempre un buon momento per pensare a quello che ci aspetta. Credo che ci siano alcuni sviluppi economici, tecnici e sociali che interesseranno le aziende di tutti i settori.

Ecco le otto tendenze del nostro settore che mi aspetto caratterizzeranno a lungo la vita delle nostre organizzazioni.

Everything-as-a-Service

La produzione e la vendita di prodotti è stata per molti decenni il modello di business predominante in molti settori. Per contro, la fornitura di servizi era associata solo ad alcuni settori, come le telecomunicazioni. Quei giorni sono spariti. Dalle attrezzature sportive ai servizi di streaming per il B2C, alle macchine e al software nel mondo B2B, difficilmente esiste un prodotto o un servizio che i clienti non si aspettano di ottenere in abbonamento. In breve, il modo in cui i prodotti e i servizi sono consumati, ordinati e pagati è cambiato, e sono sicuro che questa tendenza continuerà a trasformare i flussi di ricavi, la progettazione dei prodotti e il coinvolgimento dei clienti in tutti i settori.

Mobilità integrata

I trend sono collegati, così come il servizi legati alla mobilità. Le infrastrutture urbane sono state pensate e costruite per le auto che si muovevano tra la periferia e i centri delle città. Con sempre più persone che si spostano, questo non è più fattibile. Non ho dubbi, tuttavia, che nuovi concetti e nuove tecnologie digitali garantiranno una mobilità conveniente, sicura e sostenibile in futuro. Stiamo già assistendo a una transizione verso soluzioni di mobilità integrate a partire da un modello di mobilità individuale, come un’automobile o una bicicletta, e l’integrazione con soluzioni di mobilità di massa, basate sul concetto di pagare sulla base dell’uso.

Nuovi percorsi cliente

Per quanto riguarda la customer experience, i confini tra i settori sono sempre più confusi e i modelli di business si mescolano. Sia i consumatori che i clienti aziendali si aspettano un’esperienza coerente in ogni interazione con il brand con cui stanno entrando in contatto. I clienti inoltre richiedono esperienze personalizzate, disponibili ovunque e in qualsiasi momento. La sostenibilità è un altro motore. Le aspettative dei clienti continueranno a crescere e già ora vedo molte imprese offrire un’esperienza che va oltre il processo di vendita e che fa tornare i clienti.

La salute per tutta la vita

Essere in buona salute è essenziale. Negli ultimi decenni sono stati compiuti notevoli progressi in campo medico, a cui la tecnologia ha contribuito in modo significativo. Al di là dello spazio sanitario, i dispositivi digitali che raccolgono e compilano dati sulla salute e sull’ambiente sono sempre più utilizzati nelle aree dello stile di vita. Dispositivi come gli smart watch, le scale intelligenti e le macchine per l’allenamento con sensori creano un volume importante di dati sulla salute e sull’attività fisica. Se da un lato questa tendenza genera nuove possibilità per l’assistenza sanitaria e le scienze della vita per far progredire la diagnostica e le cure, dall’altro vedo anche implicazioni per i settori dei beni di consumo, del commercio al dettaglio e delle assicurazioni.

Il futuro del capitale e del rischio

Gestiti da normative nazionali e internazionali, le banche e gli assicuratori svolgono un ruolo chiave nella gestione del sistema finanziario mondiale. Negli ultimi anni, gli innovatori fintech e assicurativi hanno cambiato il modo in cui il capitale viene raccolto e allocato, i rischi sono trasferiti e i pagamenti sono gestiti nell’economia globale. Oggi prodotti e servizi nel settore bancario e assicurativo possono essere al 100% digitali, per questo mi aspetto che questo mercato continui ad essere oggetto di rapidi cambiamenti.

Energia sostenibile

Fermare il cambiamento climatico e i suoi effetti sul nostro pianeta è una delle maggiori sfide del XXI secolo e la transizione verso un’economia sostenibile è una delle esigenze fondamentali del nostro tempo. L’energia senza emissioni è uno dei pilastri della sostenibilità. Molte soluzioni per una transizione energetica sono già qui. Quello che conta ora è attuarle su vasta scala – e credo che ogni industria ne sarà toccata. Reinventare il sistema energetico globale è un’impresa enorme che coinvolgerà tutte le nazioni, le industrie e le persone.

Economia circolare

Un altro pilastro fondamentale della sostenibilità è l’economia circolare. Per troppo tempo la nostra economia globale è stata lineare e monouso: le aziende prendono risorse, producono cose e gli utenti le buttano via. Di conseguenza, le persone non solo consumano più risorse di quante il nostro pianeta possa generare, ma stiamo accumulando anche rifiuti.Ìý La transizione verso un’economia circolare protegge il nostro ambiente e apre nuove opportunità commerciali. Sono convinto che la ricompensa dei modelli di business circolari supererà di gran lunga gli investimenti che le organizzazioni devono fare oggi.

Reti di fornitura resilienti

Nell’economia connessa che viviamo a livello globale, le interruzioni della supply chain possono avere profonde conseguenze, come ad esempio scarsità di materie e ritardi di materiali e prodotti che portano a scaffali vuoti e prezzi più elevati. Per creare maggiore resilienza, le aziende hanno bisogno di poter avere una visione trasparente sulle loro supply chain per una pianificazione intelligente. Ciò richiede una stretta collaborazione e uno scambio di dati tra i partner commerciali in una rete digitale aperta, ma sicura. Creare questa trasparenza in tempo reale in tutte le complesse supply chain di oggi è uno sforzo non da poco. Ma penso che sia il modo migliore, se non l’unico, per consentire alle imprese di reagire e anticipare le interruzioni della domanda e dell’offerta.

Queste sono le tendenze che vedo emergere nel mondo del business, e che stanno interessando anche il portafoglio di prodotti SAP, e continueranno a farlo nel 2023 e oltre.

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51·çÁ÷annuncia i risultati dello studio realizzato con Oxford Economics “Il paradosso della supply chain sostenibile†/italy/2021/09/sap-annuncia-i-risultati-dello-studio-realizzato-con-oxford-economics-il-paradosso-della-supply-chain-sostenibile/ Thu, 23 Sep 2021 10:03:56 +0000 /italy/?p=137459 51·çÁ÷e Oxford Economics hanno intervistato 1.000 Supply Chain Manager di tutto il mondo e tutti i settori per identificare le aree principali dove è...

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51·çÁ÷e Oxford Economics hanno intervistato 1.000 Supply Chain Manager di tutto il mondo e tutti i settori per identificare le aree principali dove è possibile coniugare gli obiettivi apparentemente divergenti di sostenibilità, innovazione e resilienza con alcuni dei criteri più importanti per i consumatori, come il prezzo.

Vimercate, 23 settembre 2021 – L’epoca in cui bastava porsi modesti obiettivi di sostenibilità è definitivamente alle nostre spalle. Oggi, per le aziende di qualsiasi settore o Paese è urgente poter realizzare e gestire supply chain sostenibili. In questa fase di ripresa dalle discontinuità causate dalla pandemia, per i responsabili di filiera è importante riuscire a controbilanciare esigenze di sostenibilità e di efficienza, così come raggiungere nuovi obiettivi di crescita in uno scenario incerto. Il tutto a fronte di una crescente complessità dei processi aziendali, delle reti di fornitori e delle aspettative dei clienti. È un equilibrio delicato, ma possibile, e 51·çÁ÷ed Oxford Economics hanno voluto tracciare nel loro studio la strada possibile da percorrere.

La sostenibilità diventa la norma

Le aziende stanno iniziando a dare priorità alla sostenibilità per soddisfare il principio base del business: soddisfare le richieste dei clienti. Ampliare la quota di mercato è una priorità strategica assoluta per tutti gli intervistati, seconda solo alla produttività. In risposta alla domanda su cosa influenzasse maggiormente gli Ìýsforzi di sostenibilità della propria organizzazione, i primi due elementi citati sono stati l’innovazione di prodotti e servizi (43%) e la soddisfazione dei clienti (40%), seguiti dal rispetto delle norme e dal vantaggio competitivo.

Benché le richieste dei clienti eserciteranno sempre un’influenza decisiva sulla strategia di un’azienda, emerge una nuova sensibilità degli executive verso la sostenibilità, sostenuta da vantaggi che vanno oltre gli immediati ritorni finanziari. La maggior parte degli intervistati concorda sulla necessità di un proposito e di una missione chiari per il successo a lungo termine delle loro organizzazioni, considerano la supply chain sostenibile un elemento distintivo rispetto ai concorrenti e affermano che buone pratiche di sostenibilità possono ridurre i rischi.

Le iniziative a favore della sostenibilità stanno chiaramente diventando un’esigenza competitiva per ogni tipo di organizzazione. Tuttavia, le motivazioni e le strategie variano da un mercato all’altro. I manager del settore hi-tech, ad esempio, tendono ad avere prospettive più mature. Più di tre quarti concordano sul fatto che le buone pratiche di sostenibilità riducono i rischi complessivi, contro il 61% del campione. Tra loro, più che in qualsiasi altro settore, è maggiore inoltre la probabilità di portare avanti un piano di riduzione delle emissioni di carbonio (71%). Invece, le aziende di beni di consumo, dati i pesanti oneri di produzione, sono d’accordo con questa affermazione solo per il 53%.

Una visibilità ridotta porta a un progresso lento

Traguardi ambiziosi esigono un monitoraggio costante, con il rischio però che ci si fermi a fissare obiettivi di sostenibilità relativi alla catena diÌýapprovvigionamento piuttosto che fare passi concreti per raggiungerli. Più di due terzi degli intervistati, ad esempio, ha creato una dichiarazione di intenti chiara sulla sostenibilità (e un ulteriore 21% la sta redigendo), ma la percentuale di chi afferma di compiere progressi rispetto ai propri obiettivi è molto bassa. Solo il 52%, ad esempio, ha ridotto le miglia diÌýspedizione complessive.

Alcuni settori si distinguono in aree particolari: ad esempio le aziende high-tech hanno fatto registrare più progressi (72%) delle aziende delle telecomunicazioni (53%) nell’assicurarsi fornitori con materiali sostenibili. D’altro canto, le aziende di prodotti di consumo hanno fatto buoni progressi nel ridurre le miglia di spedizione complessive (58%) rispetto alle aziende high tech (48%). Le imprese che mantengono concretamente le promesse cominciano a vedere un ritorno sui loro investimenti. La maggioranza dei manager (63%) afferma di aver ridotto complessivamente il consumo energetico e, non a caso, più di tre quarti degli intervistati dice che l’impatto sulla sostenibilità è stato positivo.

I manager stanno però trascurando un aspetto chiave: i principali responsabili della loro impronta ambientale sono i loro fornitori. Solo il 56%, infatti, degli intervistati ammette di riconoscere la propria rete aziendale come un’estensione della propria organizzazione. Alcuni settori sono più avanti di altri nell’adottare una mentalità incentrata sugli ecosistemi: due terzi delle aziende del settore dei beni di consumo o dell’energia concorda con questa affermazione, rispetto a solo un terzo delle imprese di viaggio e di trasporto.

Anche in questo caso si osserva un disallineamento tra pianificazione ed esecuzione. Oltre due terzi del campione (69%) si dichiara disponibile a ridurre il volume di lavoro affidato a un fornitore le cui pratiche non sono sostenibili, eppure solo pochi – o addirittura nessuno – tra gli intervistati hanno una visibilità completa sui propri fornitori per procedere in questa direzione. La metà degli intervistati, ad esempio, haÌýuna visibilità significativa o totale sulla catena di fornitura Ìýdi prodotti sostenibili, mentre solo un 21% ha una conoscenza completa sull’approvvigionamento di prodotti sostenibili da parte dei suoi fornitori.

Parlando di visibilità sulla supply chain, le eccellenze per settore scarseggiano. Le aziende energetiche hanno maggiori probabilità di avere visibilità sulle emissioni di carbonio dei propri processi (63%), probabilmente in seguito al peso crescente degli oneri normativi, ma tale visibilità scende al 15% quando parliamo delle emissioni di carbonio dei loro fornitori.

L’evoluzione di una supply chain sostenibile

Piccoli cambiamenti possono avere un impatto notevole sulla sostenibilità dei processi della supply chain. , produttore alimentare noto in tutto il mondo, ha risparmiato ben 5,4 tonnellate di plastica in fase di produzione e reso più facile il riciclo per i consumatori, semplicemente eliminando le finestrelle di plastica dalle confezioni dei suoi popolarissimi Cadbury Crème Eggs e di altri prodotti venduti durante il periodo pasquale.

Molti executive che hanno partecipato all’indagine stanno cercando di modificare in modo simile i processi della catena di valore. Quasi un terzo afferma di aver compiuto i maggiori progressi nel rendere più sostenibili i processi di pianificazione e progettazione della supply chain negli ultimi tre anni, cambiando ad esempio la progettazione dei prodotti per utilizzare una maggior quantità di materiale riciclato e meno plastica, oppure eseguendo la valutazione del ciclo di vita di tutti i materiali. Guardando al futuro, si prevedono aggiustamenti del processo di produzione, come il minor impiego di materiali, la maggiore automazione o semplicemente l’acquisizione di più informazioni sui fornitori.

Soluzioni e tecnologia

Le tecnologie innovative possono fornire risultati a lungo termine, così come il cloud e il mobile. Il cloud permette alle organizzazioni di aggregare dati da diverse fonti (traÌýcui i processi abilitati per dispositivi mobili e IoT) per ampliare la visibilità, identificare potenziali inefficienze e prevenire interruzioni prima che si riversino a cascata lungo laÌýsupplyÌýchain. Mobile e IoT possono consentire inoltre il tracciamento e il monitoraggio in tempo reale delle spedizioni, fornire aggiornamenti in tempo reale per rendere più efficiente il processo logistico e ridurre quindi le emissioni. I dati provenienti da queste fonti possono fornire informazioni agli algoritmi di machine learning, alle torri di controllo o alle tecnologie diÌývalutazione del ciclo di vita, creando un circolo virtuoso che migliora l’efficienza a monte e a valle della supply chain.

Secondo gli intervistati i vantaggi legati alla sostenibilità possibili grazie all’uso delle tecnologie sono processi più efficienti, specialmente con il cloud nelle fasi di consegna (65%) e di progettazione e pianificazione (73%). I manager affermano inoltre di riscontrare una maggiore visibilità sui fornitori grazie all’uso di dispositivi mobili nelle fasi di progettazione e pianificazione (43%) e all’utilizzo di torri di controllo sempre nel processo di consegna (52%). Infine, il machine learning è utilizzato dal 22% delle aziende manifatturiere e dal 29% specificamente per la manutenzione dei prodotti. Le aziende del settore energia con il 29% e dei beni di consumo con il 28% sono in testa nell’uso dell’IoT per le consegne contro il 22% del campione.

“Oggi, siamo tutti più consapevoli che la sostenibilità non è un valore che si conquista solo aggiustando un processo, cercando di ridurre i consumi energetici o usando meno plastica. Deve essere invece un fattore centrale nella strategia di business dell’azienda e ricoprire un ruolo integrale nelle attività quotidiane che mantengono in funzione una supply chain, dalla progettazione alla distribuzioneâ€, ha dichiarato Carla Masperi, Chief Operating Officer di 51·çÁ÷Italia e Grecia. “Non intervenire sulla sostenibilità potrebbe far allontanare dal brand elementi importanti dell’organizzazione, partendo dai dipendenti e arrivando ai clienti, azionisti e partnerâ€.

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